...Ho sognato la tarda sera scendere fredda su di una città, una come tante.
Le vie deserte, ingombre qua e là di qualche cumulo di neve, portano a chiedersi "Dove sono tutti?" e basta alzare un po' lo sguardo per vedere tante finestre illuminate, dove allegre ombre svelano le figure degli abitanti e rassicurano il solitario passante.
Ogni balcone è addobbato con i più diversi motivi colorati e le strade brillano di tanti scintillii festosi che disegnano stelle, abeti e cascate di luci appoggiate sul buio della notte.
Questo buio però non spaventa nessuno. Questo è un buio sereno e atteso. Questo è il buio più splendente che ci sia!
Oltre i muri, nelle calde stanze di una casetta, un lettino di bimbo rimane in compagnia solo di teneri peluche, perché il suo ospite fisso è intento a chinare la testa sul suo cuscino portato per l'occasione sul divano, vicino ad un decoratissimo albero rilucente, mentre la mamma affettuosa copre l'insolito intruso con una morbida coperta.
Il sonno è tanto e gli occhietti, affaticati dall'interminabile giorno, spingono verso il basso le palpebre.
E quando, dopo una breve lotta, il piccolo ometto finalmente accetta la resa e gli occhi si chiudono sereni lì inizia la magia!
E' la magia più difficile che ci sia: portare gioia e felicità nei piccoli cuori, quelle fonti di preoccupazioni di oggi e gran sollievo di domani.
Ogni anno accade questa magia e anche se gli anni passano l'intensità del sentimento non è mai stanco o indisposto e...
...Beh! E' bello quando i sogni diventano realtà!
Questo è il blog di Olindo Urbani. Sono uno scrittore e qui racconto le mie astrazioni. Leggi quello che preferisci e, se ti andasse, scrivi un commento. Che io potrei eventualmente censurare a mio insindacabile giudizio. Privilegio d'autore. :)
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martedì 25 dicembre 2012
martedì 27 dicembre 2011
Natale è passato.
Quando ero piccolo, nei giorni che lo precedevano, avvertivo una crescente emozione per l'attesa del gran giorno che culminava la sera della vigilia quando era anche difficile addormentarsi nonostante il sonno. Certo nel Natale di quel bambino il motore di quel sentimento erano i doni materiali tanto attesi che Babbo Natale avrebbe recato. Tuttavia la preparazione all'evento con la creazione a scuola di improbabili oggetti più o meno utili da donare ai genitori - tra tutti mi ricordo un portacenere fatto col Das, per la serie fumate e
crepate cari genitori... anni 70: bha! - aggiungeva una ulteriore spinta e questo, grazie anche alle decorazioni e alle luminarie in strada, alle vacanze scolastiche e alle visite ai parenti che non vedevi mai, diventava un periodo unico e da vivere intensamente.
Oggi l'atmosfera è ricreata ogni anno in maniera più intensa, supportata anche dalla programmazione televisiva estremamente più ampia di allora, ma non essere più bambino causa un brusco spegnimento di quel crescendo nel momento stesso in cui Natale arriva.
Un bambino, arrivato Natale, continua a gioire per i doni e la mancanza di impegno scolastico. Vivrà ancora l'emozione dell'attesa dell'anno nuovo, poi la simpatica "consolazione" dell'Epifania e rientrerà a scuola con la voglia di comunicare ai propri compagni tutte le avventure vissute.
Un adulto, a Natale arrivato, si trova davanti la seccatura di vedere parenti con i quali non sa di cosa parlare, teme la fine dell'anno (riepilogativa dei successi/insuccessi avuti) e la Befana non è mai così stimolante come quella che vedi sui cataloghi dei sexy shop.
Voglio tornare bambino per godere appieno di quei momenti che il senno ci porta via ingiustamente.
Ricordiamoci che non basta non essere infelici per essere felici. La gioia non è la mancanza di tristezza, ma la soddisfazione interiore.
crepate cari genitori... anni 70: bha! - aggiungeva una ulteriore spinta e questo, grazie anche alle decorazioni e alle luminarie in strada, alle vacanze scolastiche e alle visite ai parenti che non vedevi mai, diventava un periodo unico e da vivere intensamente.
Oggi l'atmosfera è ricreata ogni anno in maniera più intensa, supportata anche dalla programmazione televisiva estremamente più ampia di allora, ma non essere più bambino causa un brusco spegnimento di quel crescendo nel momento stesso in cui Natale arriva.
Un bambino, arrivato Natale, continua a gioire per i doni e la mancanza di impegno scolastico. Vivrà ancora l'emozione dell'attesa dell'anno nuovo, poi la simpatica "consolazione" dell'Epifania e rientrerà a scuola con la voglia di comunicare ai propri compagni tutte le avventure vissute.
Un adulto, a Natale arrivato, si trova davanti la seccatura di vedere parenti con i quali non sa di cosa parlare, teme la fine dell'anno (riepilogativa dei successi/insuccessi avuti) e la Befana non è mai così stimolante come quella che vedi sui cataloghi dei sexy shop.
Voglio tornare bambino per godere appieno di quei momenti che il senno ci porta via ingiustamente.
Ricordiamoci che non basta non essere infelici per essere felici. La gioia non è la mancanza di tristezza, ma la soddisfazione interiore.
sabato 24 dicembre 2011
Vigilia di Natale 2011.
Ogni anno la magia del Natale si rinnova. L'atmosfera festosa e
colorata porta calore nonostante gli scenari immaginino la neve che cade
lenta, la gente ben coperta con sciarpe e cappelli che nascondono
ampiamente il viso e i bimbi che scivolano su pendenze improvvisate a
discese montane. In questa piacevole confusione riconosci sempre il
burbero che lo vive solo come l'ennesima festa comandata per toglierci
soldi, l'avido che lo sfrutta per portare introiti nella propria cassa
un'ultima volta prima dei conti di fine anno e l'eterno bambino che, a
quarant'anni suonati, osserva le lucette degli alberi accendersi
lentamente disegnando su strade e muri le ombre dei rami, che compongono
così scenari fiabeschi che evocano quiete, serenità e felicità.
Io sono uno di questi. Le rotture di scatole "amministrative" della nostra vita, normali nel quotidiano durante ogni giorno dell'anno, in queste ore antecedenti il 25 dicembre sembrano sparire o almeno spostarsi dal mio cammino. E, come in molte cose, l'attesa è essa stessa un piacere. A volte maggiore rispetto a quanto stavamo aspettando. Quindi viviamo questa attesa come il momento stesso, prolungato rispetto al solo attimo che fuggirà via in un breve lasso di tempo. Questa attesa ci concede più tempo per apprezzare. Non sprechiamola.
Un abbraccio più intenso lo mando a quelle persone che domani saranno "costrette" dalle tradizioni a passare la giornata con il sorriso stampato sulla faccia, ma che dentro non l'hanno ancora trovato. Vestiti eleganti e ricche tavolate non possono che mascherare per qualche ora la solitudine e l'infelicità che essi hanno. L'insoddisfazione per il lavoro, l'amore o la salute vivono costantemente nei cuori di qualcuno. A costoro dedico l'augurio di poter trovare la felicità che stanno cercando e il monito di assicurarsi prima che sia effettivamente quello ciò che possa dare loro gioia: sarebbe triste impegnarsi a fondo per ottenere qualcosa che crediamo di volere per poi accorgerci che non è quella adatta a riempirci il cuore.
Buona vigilia e buon Natale.
Io sono uno di questi. Le rotture di scatole "amministrative" della nostra vita, normali nel quotidiano durante ogni giorno dell'anno, in queste ore antecedenti il 25 dicembre sembrano sparire o almeno spostarsi dal mio cammino. E, come in molte cose, l'attesa è essa stessa un piacere. A volte maggiore rispetto a quanto stavamo aspettando. Quindi viviamo questa attesa come il momento stesso, prolungato rispetto al solo attimo che fuggirà via in un breve lasso di tempo. Questa attesa ci concede più tempo per apprezzare. Non sprechiamola.
Un abbraccio più intenso lo mando a quelle persone che domani saranno "costrette" dalle tradizioni a passare la giornata con il sorriso stampato sulla faccia, ma che dentro non l'hanno ancora trovato. Vestiti eleganti e ricche tavolate non possono che mascherare per qualche ora la solitudine e l'infelicità che essi hanno. L'insoddisfazione per il lavoro, l'amore o la salute vivono costantemente nei cuori di qualcuno. A costoro dedico l'augurio di poter trovare la felicità che stanno cercando e il monito di assicurarsi prima che sia effettivamente quello ciò che possa dare loro gioia: sarebbe triste impegnarsi a fondo per ottenere qualcosa che crediamo di volere per poi accorgerci che non è quella adatta a riempirci il cuore.
Buona vigilia e buon Natale.
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