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venerdì 4 gennaio 2013

Buon anno. Sono stanco.


..."Sì, lo so: inizio adesso con l'anno nuovo!"
Quante volte abbiamo detto questa frase? Che si tratti di dieta, lavoro, qualcosa da mettere a posto, rapporti familiari o conquiste di altri pianeti ritengo essa sia seconda solo al classico "buon anno". E io, che non sono da meno, adesso mi ritrovo che l'anno nuovo sia già iniziato da ben quattro giorni e non ho ancora iniziato le duemilatredici cose da fare che avevo rimandato.
CaZpita! Che palle! Le feste natalizie sono fuggite via troppo in fretta! Le voglio rifareee!!!! E' mai possibile iniziare un nuovo anno con la stanchezza addosso e trovarsi ancora a nemmeno metà della montagna che sto scalando?
Necessito ferie.



mercoledì 4 gennaio 2012

Notizia boom!

E' questo che forse pensano le redazioni dei mille giornali, televisivi e non, quando ci propinano la loro edizione del primo dell'anno. Credono che sia una super novità, uno scoop esclusivo, farci vedere immagini di distributori di carburante, di bollette, di supermercati e di qualunque altro bene di consumo mentre ci dicono quanto sia aumentato questo e quello e quanto sarà difficile andare avanti per chi ha solo uno stipendio da dipendente e bla bla bla...
Cari giornalisti quand'è che ci farete un TG da primo dell'anno piacevole e ben augurante? La sera prima fate bla bla bla su festa e auguri e tutti felici. Il mattino dopo già ci propinate l'amara realtà che peraltro già conosciamo bene.
Intanto sappiate che ci sono persone che hanno un solo stipendio da dipendente che campano alla grande poichè non è da 1000 euro (potreste fare un servizio su questi lavoratori strapagati per vedere se veramente se lo meritano!). E poi capisco che anche voi abbiate diritto alle ferie, ma copiare i TG degli anni precedenti, cambiando solo qualche numero per fare prima, non è molto professionale.
Insomma cambiano le date, cambiano i governi, ma non cambia l'Italia. Lamenti, aumenti e brutti avvenimenti: rimaniamo dei pezzenti. Anche nel 2012.
Qualcuno dice consoliamoci guardando chi sta peggio. Io preferisco guardare chi sta meglio e ambire a migliorare la situazione. Impegnandomi a fare qualcosa sebbene con fatica e difficoltà.
E chi già ha sia cortese e non faccia ostruzionismo.

In alto a destra c'è ora il secondo passo di Emily.

domenica 1 gennaio 2012

2012.

Agli idioti esoterici che credono che quest'anno sia l'ultimo auguro un pessimo anno: con l'ignoranza e la falsa informazione si può solo regredire. Preambolo dovuto.
E' interessante notare come certe cialtronerie, prive di ogni fondamento scientifico, riescano a dilagare ed espandersi con una rapidità invidiabile, mentre ricerche, invenzioni e anche solo notizie utili si muovono a stento sgomitando e raggiungendo solo un gruppo di pochi addetti ai lavori. Probabilmente un evento anche mirabile, se non fosse eclatante e spettacolare, non viene preso in considerazione dal volgo poichè costantemente in cerca dell'exploit che possa dargli luce tra i suoi simili. 
L'attenzione che ricerchiamo negli Altri ci dà valore. Se gli Altri non ci dessero importanza, noi non lo saremmo. Quindi la nostra vita sociale è costantemente alla ricerca di approvazione dagli Altri. E allora, visto che siamo così "altridipendenti" perchè non li valutiamo mai abbastanza questi Altri? Perchè ci appaiono sempre come inferiori, stupidi o inadeguati?
Ricordiamo sempre che ogni giorno anche noi siamo Altri per gli Altri.

Ieri il bel tramonto che si irradiava contro la città mi ha convinto a prendere l'auto e a fare un breve giro nelle campagne circostanti.
Sembra strano come si riesca a trovare subito qualcosa quando non la cerchiamo. E invece è ovvio: se fossimo concentrati a pensare "dove sarà quella cosa" non vedremmo altro che il luogo dove la troveremo. Se la troveremo.
Invece, se non cercassimo nulla, tutto quello che ci capita davanti potrebbe essere ciò che ci serve e che non sapevamo stessimo cercando.


In quella breve gita ho trovato un albero. Quello che vedete qui sopra. Normalmente gli alberi, per chi vive in città, sono una rottura di scatole quando devi parcheggiare, un bramato sussidio quando passeggi d'estate e, purtroppo, un vespasiano per cani in ogni momento.
Nonostante l'insolita limpidezza del cielo lombardo come sfondo, appena disturbato dalla foschia che saliva dal terreno in lontananza, esso appariva malinconico per via della sua nudità, ma anche forte grazie alla possanza data dall'altezza e dall'aprirsi dei rami inneggiando al cielo. A primavera risorgerà splendente di foglie verdi e, grazie ad esse, sembrerà ancora più imponente e la malinconia sarà cancellata dalla forza vitale che saprà trasmettere grazie a quel contorno colorato ondeggiante alla brezza. Pura poesia della natura.
Questo è ciò che vedo ora nella foto di quell'albero.

Tuttavia basta sportarsi di pochi metri e inquadrare il medesimo soggetto da un'altra angolazione per scoprire realtà inaspettate che possono stravolgere le sensazioni che percepiamo. La foto qui sotto toglie buona parte della poesia a causa della centrale tecnica che sorge a breve distanza, con i suoi tralicci, il deposito e il muro ampiamente deturpato da stupidi grafitari.
Ma l'albero è sempre lo stesso.


 

Quando inquadriamo qualcuno, facciamolo da più angolazioni. Scopriremo cose belle e brutte, ma potremmo anche cogliere la poesia che qualcuno ha dentro.

Ho appena pubblicato il primo capitolo di un nuovo racconto. Buona lettura.

sabato 31 dicembre 2011

Fine anno!

Ci siamo! Ultimo giorno dell'anno e ultimo capitolo della novella di Sara.
Chissà perchè viene sempre da dire "ci siamo" quando termina qualcosa. Si arriva al momento atteso, al dunque. Dunque? Davvero attendevamo che finisse? Non sarebbe stato meglio continuare i bei momenti passati e finire solo quelli sgradevoli? O sono stati tutti sgradevoli? Spero di no.
Finisce un anno. Ok. E ne inizia un altro. L'unica cosa che cambia per certo è la data da scrivere. Tutto comunque prosegue come al solito. E l'errore sta proprio nel "come al solito". Non bisogna far proseguire qualcosa che va così così allo stesso modo. Bisogna cercare di migliorarla. Sempre e costantemente e non solo ad inizio anno. Per ciò che invece già eccelle non abituamoci sminuendone l'importanza, ma valorizziamolo ogni giorno e apprezziamone l'effetto positivo. E comunque non c'è limite al meglio.