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sabato 9 giugno 2012

L'economia che rompe le lavatrici.

Ho riparato una lavatrice guasta. Una moderna lavatrice di marca, in doppia classe A, con appena tre anni di servizio all'attivo e utilizzata per il bucato di un single. Praticamente nuova. C'era il tasto di avvio che non avviava l'apparecchio. Sarebbe bastato chiamare un tecnico: 45 euro per l'uscita, 20 per la manodopera e 10 per sostituire il tasto incriminato ovvero un pezzetto di plastica stampata dalla forma astrusa e apparentemente inspiegabile.
Comodo essere ricchi e poter buttare via i soldi così, senza preoccuparsene.
Ma io non sono ricco e ho dovuto fare da me: ho smontato il pannello comandi, ho realizzato quale fosse l'intoppo e con l'improvvisazione di Mc Gyver l'ho modificato per renderlo riutilizzabile. Ora funziona di nuovo e funzionerà fino alla morte dell'apparecchio.
L'ora impiegata per questa operazione mi ha dato modo comprendere ancora di più l'universo delle grandi aziende, quelle dei grandi numeri, con nomi altisonanti riconosciuti a livello europeo se non mondiale: sono piene di furbi imbecilli assunti proprio in virtù della loro imbecille furbizia, ossia persone che studiano anni appositamente per attuare il loro scopo lavorativo di creare meccanismi complessi per realizzare progetti semplici e ampiamente acquisiti. Come quello di chiudere un interruttore per dare corrente ad un circuito. Tutto questo per impedire all'utente medio di mettere mano all'apparecchio costringendolo a contattare uno specialista che chiaramente elargirà i propri servigi dietro cospicua parcella.
E' un sistema assurdo e stupido che a lungo termine porta a ciò che viviamo ora: la crisi economica.
Per quanto vogliano farcelo sembrare complesso l'economia è di una semplicità elementare: io vendo un bene o un servizio e tu paghi. Guadagno = ricavo - spesa. Elementare. Troppo. Nasce così l'esigenza di complicare all'infinito il semplice e dare la possibilità di guadagnare più soldi dallo stesso bene e, estremizzando il concetto, esce fuori la moderna economia fondata sullo sfruttamento del consumatore. Ma il consumatore, anche il meno avveduto, ha un limite di portafoglio e lo sfruttamento indiscriminato porta all'impossibilità dell'acquisto ergo alla crisi. Altro concetto elementare ignorato dai soliti supercapi che tutto sanno e tanto guadagnano.
Aziende: volete uscire dalla crisi? Semplificate. A partire dalla struttura dei vertici aziendali: licenziate/declassate/abolite almeno la metà dei vostri quadri e dirigenti. Essi non servono che a complicare e lo fanno solo per mantenere i loro privilegi lesivi al bilancio.
Meno presidenti e più lavoratori: è questo che serve alle aziende.
Anche all'azienda Italia.

sabato 21 aprile 2012

UCAF: Ufficio complicazioni affari facili.

Funziona!!
Grazie a Fabrizio Castelli ho scoperto che il blocco del mio blog era dovuto semplicemente all'eccesso di pagine. Ovvero blogspot prevede un numero praticamente illimitato di post, ma solo venti pagine. Quindi l'errore codice BX-... il cui numero variava sempre ad ogni tentativo e per il quale ho atteso tanti inutili giorni una risposta oltre ad avere scaricato un nuovo browser come suggeritomi da un presunto saggio -Gio- (ma lo sa Gio che non è saggio?) indicava semplicemente questo. Ora che ne ho conoscenza sto provvedendo a modificare il blog di conseguenza.
La vicenda tuttavia fa nascere una domandona profonda, mistica e filosofica di quelle tipo "l'universo ha una fine? Dio esiste? Belen aveva le mutande?" ovvero: perché anziché mettere "errore BX-..." non esce fuori un semplice "Avviso: numero massimo di pagine raggiunto"?
E' come se il vostro portatile all'accensione vi dicesse: "Impossibile eseguire l'operazione richiesta, dettagli errore: 4387u2hv347c2cunf" e si spegnesse. Vi scervellate, vi incavolate, fate ricerche in rete da un altro pc, rompete balle, balline e mongolfiere persino al vicino di casa che odiate e al quale offrite un costoso spumante per fare il simpatico nella speranza che lui sappia, consultate l'assistenza all'oneroso 199 rimanendo con l'orecchio fuso al telefono ascoltando il tema di "love story" per tredici ore consecutive poiché nessuna voce umana risponde e poi all'improvviso un passante, fermatosi davanti a voi mentre siete con la testa tra le mani in preda alla disperazione da kamikaze accasciato su una panchina al parco in attesa di roba buona dallo spacciatore di turno per porre fine alla vostra miseria, vi dice: "Oh, il tuo pc ha batteria scarica."
E ST'AGGEGGIO NON AVREBBE POTUTO DIRE SEMPLICEMENTE "LOW BATT"?!

UCAF: ce n'è almeno uno in ogni azienda del mondo e serve a dare impiego a persone altrimenti inutili a livello lavorativo a danno di chi necessita un servizio.
Non voglio polemizzare oltre, chi fosse interessato a polemiche può leggersi i miei post Procedure o Il paradosso del disoccupato e anche qualche altro più vecchio.
Semplicando (che è la cosa migliore!) la vicenda mi ha fatto riflettere un pochino su qualcosa di assolutamente materiale e tangibile che esula completamente dagli orizzonti fantastici che si prefigge il blog di uno scrittore. Esso è nato per esporre i miei racconti, ma io mi ricordo di essere anche una persona con delle conoscenze pratiche e metterle a disposizione di chi legge potrebbe essere utile nei piccoli, ma irritanti intoppi della vita quotidiana.
Sono esperto in: motori e automobili in genere, carte di credito, elettricità di base e connessioni telefoniche, elettrodomestici, il campeggio, i servizi di Sky, di Fineco, Paypal, le ricaricaribili di 3 e anche di altro che ora non mi viene in mente.   

Quindi qualora qualcuno avesse quesiti in una qualsiasi di queste questioni, quantifichi qui quel quid necessario per far quagliare il quadro. Mi sento quantomeno qualificato (non quanto Quark...) e qualche volta è una quisquilia.

Le mie esperienze passate (leggi sfighe e frustrazioni) potrebbero essere utili a qualcuno visto che anch'io a mia volta ho tratto beneficio dalle disavventure altrui. Per cui ora sono uno scrittore pratico. Quindi dovrò scrivere un manuale: quello del buonsenso.