Che siate sportivi o no le Olimpiadi portano sempre una voglia di uscire dal torpore casalingo per cimentarsi in uno qualunque degli sport che le immagini in tv ci propongono di continuo. Io, che ho un particolare rapporto con la pigrizia al punto da cimentarmi nella stesura di un manuale in merito (manuale che sto scrivendo da vent'anni visto che sarebbe paradossale scriverlo in un tempo ragionevole), mi autoproclamo presidente e unico membro del "comitato dei giochi Olindici" e dò vita ad una nuova serie di sport per estimatori della quiete ed ecosostenitori: come più volte ci hanno fatto notare gli ambientalisti ad ogni nostra azione corrisponde un impatto sul pianeta. Ne consegue che minore sia l'impegno posto nell'azione, minore sarà l'impatto ambientale.
Pertanto ecco la lista delle discipline che intendo promuovere nelle Olindiadi:
-Assopimento su amaca-
Il cronometro parte alla fine della frutta e decreterà vincitore chi primo si addormenta.
-Velocità di clic al mouse-
Per essere buoni navigatori non basta una bussola e il vento a favore, occorre saper passare celermente e con sicurezza da una pagina all'altra fino al raggiungimento della meta designata.
-Sputacchio dei semini d’anguria-
Tradizionalmente rozzo, ma non privo di fascino: i lanci lunghi hanno sempre portato stupore nel pubblico.
-Ripristino del telecomando-
Il telecomando non cambia canale. Occorre aprirlo e cercare di far fare contatto alle batterie nonostante i contatti siano ossidati. Il tutto ovviamente senza alzarsi dal divano e senza usare i tasti del televisore.
-Abilità in cucina-
Una giuria di esperti giudicherà quale pietanza è la più saporita tra le buste Knorr fornite ai concorrenti: tutti possono essere bravi a cucinare con ingredienti freschi e genuini, ma per dar sapore ad una minestra disidratata bisogna essere bravi veramente.
-Orientamento in città-
Riuscire a trovare una via sconosciuta, sapendo solo il quartiere di appartenza, per non far la fatica di aprire il cruscotto e impostare il navigatore.
-Lavatrice individuale-
Ottenere la migliore pulizia possibile su indumenti di diversi colori e composizione, con un unico lavaggio e senza far scolorire nulla.
-Lancio dell'immondizia-
Appostarsi sul balcone con il sacchetto, attendere che qualcuno apra il cassonetto e approfittarne
lanciandoci dentro la propria spazzatura evitando così di dover scendere di persona.
Naturalmente si accettano segnalazioni di altre interessanti discipline che possano avere insito nel loro svolgimento quello spirito Olindico necessario ad unire i popoli succubi di quella lasciva licenziosità.
Questo è il blog di Olindo Urbani. Sono uno scrittore e qui racconto le mie astrazioni. Leggi quello che preferisci e, se ti andasse, scrivi un commento. Che io potrei eventualmente censurare a mio insindacabile giudizio. Privilegio d'autore. :)
venerdì 3 agosto 2012
Le Olindiadi!
Etichette:
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pigrizia
giovedì 26 luglio 2012
Digito ergo sum.
Tanto lavoro, un breve weekend di vacanza e un lungo guasto
all’adsl: questo è quanto serve a tenere lontano una persona dal proprio blog
per più di un mese.
Al di là del fastidio…
"la invitiamo ad attendere per non perdere la priorità
acquisita" (ATTENDERE!? ANCORA?!)
…oltre le beffe…
"con questo codice potrà seguire l’iter della richiesta di
assistenza sul sito" (MA COME CI VADO SUL SITO SE L’ADSL NON
VA?!)
…dopo l’insulto…
"ma se lo diceva subito che era stato un temporale allora
glielo cambiavano subito il router!" (IO L’HO DETTO!)
…quello che rimane è la consapevolezza di impotenza che ti
assale in quei momenti.
L’impossibilità di dare sfogo ai propri pensieri
paradossalmente ne crea un altro: digito ergo sum.
Ho scoperto di non esistere se non scrivo.
E’ una brutta malattia, ma si puo guarire.Ai blogger che ne soffrono consiglio di provare a staccarsi per brevi periodi dalla tastiera e immergersi nel mondo reale. Qualche sorpresa c'è sempre.
...Anche se non sempre positiva...
giovedì 21 giugno 2012
E' ...state!
Primo giorno d'estate. Una calda che passerò in città a lavorare. Solo. Per soldi.
Chi non ha lavoro direbbe che non posso lamentarmi.
Ma questo è il mio blog e io mi lamento lo stesso. Perché lavoro per necessità e non per il piacere di fare. Perché non amo il mio lavoro, ma è solo un modo per sbarcare il lunario. Perché mi ruba tanto tempo che vorrei dedicare a mille altre attività che, ahimé, non rendono quattrini.
E a chi non lavora (ed io ci sono già passato più volte) ricordo che pagare i conti di fine mese allevia lo stress, ma non rende felici. Fare quello che ci piace rende felici. Uno stipendio non risolve tutti i propri guai. La vita non è una busta paga.
Felice estate a tutti!
Chi non ha lavoro direbbe che non posso lamentarmi.
Ma questo è il mio blog e io mi lamento lo stesso. Perché lavoro per necessità e non per il piacere di fare. Perché non amo il mio lavoro, ma è solo un modo per sbarcare il lunario. Perché mi ruba tanto tempo che vorrei dedicare a mille altre attività che, ahimé, non rendono quattrini.
E a chi non lavora (ed io ci sono già passato più volte) ricordo che pagare i conti di fine mese allevia lo stress, ma non rende felici. Fare quello che ci piace rende felici. Uno stipendio non risolve tutti i propri guai. La vita non è una busta paga.
Felice estate a tutti!
giovedì 14 giugno 2012
La storia si ripete.
Altro ufficio, solita storia:
-Sei bravo, sei bello, sei buono. Quindi ora fai di più degli altri.-
Questo è il succo di una promozione appena avuta.
Il tempo ci dirà se anche il seguito sarà lo stesso del passato:
-Fai più degli altri, ma vieni pagato e riconosciuto come loro pari. Quindi sei solo un pirla.-
Lo scopriremo fra qualche mese...
Nel frattempo costruisco la piramide da solo.
...Come vorrei dedicarmi solo alle mie narrazioni... :(
-Sei bravo, sei bello, sei buono. Quindi ora fai di più degli altri.-
Questo è il succo di una promozione appena avuta.
Il tempo ci dirà se anche il seguito sarà lo stesso del passato:
-Fai più degli altri, ma vieni pagato e riconosciuto come loro pari. Quindi sei solo un pirla.-
Lo scopriremo fra qualche mese...
Nel frattempo costruisco la piramide da solo.
...Come vorrei dedicarmi solo alle mie narrazioni... :(
sabato 9 giugno 2012
L'economia che rompe le lavatrici.
Ho riparato una lavatrice guasta. Una moderna lavatrice di marca, in doppia classe A, con appena tre anni di servizio all'attivo e utilizzata per il bucato di un single. Praticamente nuova. C'era il tasto di avvio che non avviava l'apparecchio. Sarebbe bastato chiamare un tecnico: 45 euro per l'uscita, 20 per la manodopera e 10 per sostituire il tasto incriminato ovvero un pezzetto di plastica stampata dalla forma astrusa e apparentemente inspiegabile.
Comodo essere ricchi e poter buttare via i soldi così, senza preoccuparsene.
Ma io non sono ricco e ho dovuto fare da me: ho smontato il pannello comandi, ho realizzato quale fosse l'intoppo e con l'improvvisazione di Mc Gyver l'ho modificato per renderlo riutilizzabile. Ora funziona di nuovo e funzionerà fino alla morte dell'apparecchio.
L'ora impiegata per questa operazione mi ha dato modo comprendere ancora di più l'universo delle grandi aziende, quelle dei grandi numeri, con nomi altisonanti riconosciuti a livello europeo se non mondiale: sono piene di furbi imbecilli assunti proprio in virtù della loro imbecille furbizia, ossia persone che studiano anni appositamente per attuare il loro scopo lavorativo di creare meccanismi complessi per realizzare progetti semplici e ampiamente acquisiti. Come quello di chiudere un interruttore per dare corrente ad un circuito. Tutto questo per impedire all'utente medio di mettere mano all'apparecchio costringendolo a contattare uno specialista che chiaramente elargirà i propri servigi dietro cospicua parcella.
E' un sistema assurdo e stupido che a lungo termine porta a ciò che viviamo ora: la crisi economica.
Per quanto vogliano farcelo sembrare complesso l'economia è di una semplicità elementare: io vendo un bene o un servizio e tu paghi. Guadagno = ricavo - spesa. Elementare. Troppo. Nasce così l'esigenza di complicare all'infinito il semplice e dare la possibilità di guadagnare più soldi dallo stesso bene e, estremizzando il concetto, esce fuori la moderna economia fondata sullo sfruttamento del consumatore. Ma il consumatore, anche il meno avveduto, ha un limite di portafoglio e lo sfruttamento indiscriminato porta all'impossibilità dell'acquisto ergo alla crisi. Altro concetto elementare ignorato dai soliti supercapi che tutto sanno e tanto guadagnano.
Aziende: volete uscire dalla crisi? Semplificate. A partire dalla struttura dei vertici aziendali: licenziate/declassate/abolite almeno la metà dei vostri quadri e dirigenti. Essi non servono che a complicare e lo fanno solo per mantenere i loro privilegi lesivi al bilancio.
Meno presidenti e più lavoratori: è questo che serve alle aziende.
Anche all'azienda Italia.
Comodo essere ricchi e poter buttare via i soldi così, senza preoccuparsene.
Ma io non sono ricco e ho dovuto fare da me: ho smontato il pannello comandi, ho realizzato quale fosse l'intoppo e con l'improvvisazione di Mc Gyver l'ho modificato per renderlo riutilizzabile. Ora funziona di nuovo e funzionerà fino alla morte dell'apparecchio.
L'ora impiegata per questa operazione mi ha dato modo comprendere ancora di più l'universo delle grandi aziende, quelle dei grandi numeri, con nomi altisonanti riconosciuti a livello europeo se non mondiale: sono piene di furbi imbecilli assunti proprio in virtù della loro imbecille furbizia, ossia persone che studiano anni appositamente per attuare il loro scopo lavorativo di creare meccanismi complessi per realizzare progetti semplici e ampiamente acquisiti. Come quello di chiudere un interruttore per dare corrente ad un circuito. Tutto questo per impedire all'utente medio di mettere mano all'apparecchio costringendolo a contattare uno specialista che chiaramente elargirà i propri servigi dietro cospicua parcella.
E' un sistema assurdo e stupido che a lungo termine porta a ciò che viviamo ora: la crisi economica.
Per quanto vogliano farcelo sembrare complesso l'economia è di una semplicità elementare: io vendo un bene o un servizio e tu paghi. Guadagno = ricavo - spesa. Elementare. Troppo. Nasce così l'esigenza di complicare all'infinito il semplice e dare la possibilità di guadagnare più soldi dallo stesso bene e, estremizzando il concetto, esce fuori la moderna economia fondata sullo sfruttamento del consumatore. Ma il consumatore, anche il meno avveduto, ha un limite di portafoglio e lo sfruttamento indiscriminato porta all'impossibilità dell'acquisto ergo alla crisi. Altro concetto elementare ignorato dai soliti supercapi che tutto sanno e tanto guadagnano.
Aziende: volete uscire dalla crisi? Semplificate. A partire dalla struttura dei vertici aziendali: licenziate/declassate/abolite almeno la metà dei vostri quadri e dirigenti. Essi non servono che a complicare e lo fanno solo per mantenere i loro privilegi lesivi al bilancio.
Meno presidenti e più lavoratori: è questo che serve alle aziende.
Anche all'azienda Italia.
martedì 29 maggio 2012
Ho comprato un'utilitaria usata.
Utilitaria: il dizionario la definisce una piccola automobile economica nell'acquisto e nella gestione. Vero. E allora perché ho dovuto pagare 400 euro per far trascrivere che ora è mia e non di più di Tizio?
Quattrocento euro. Quasi ottocentomila lire per chi amasse ancora fare i conti con la storia. Per un adesivo col mio nome da appiccicare sul libretto. C'è qualcuno che sappia se in un qualunque altro Stato costi così tanto questa banale pratica burocratica?
Ridicolo.
Poi i politicanti si chiedono come mai i cittadini non hanno fiducia nel governo.
Ma almeno non chiedetelo! Ladri!
NB: se l'avessi comprata nuova la tassa di immatricolazione (con quindi il costo di due targhe di metallo ben più care di un adesivo) sarebbe costata "solo" 180 euro.
Doppiamente ridicolo.
Lo Stato mi ha frodato ancora. Perché condannare chi a sua volta riesce a frodarlo? L'evasione fiscale è legittimata in Italia dallo stesso governo. Che Paese da operetta!
Ora torno sul palco a recitare che lo spettacolo deve continuare...
Quattrocento euro. Quasi ottocentomila lire per chi amasse ancora fare i conti con la storia. Per un adesivo col mio nome da appiccicare sul libretto. C'è qualcuno che sappia se in un qualunque altro Stato costi così tanto questa banale pratica burocratica?
Ridicolo.
Poi i politicanti si chiedono come mai i cittadini non hanno fiducia nel governo.
Ma almeno non chiedetelo! Ladri!
NB: se l'avessi comprata nuova la tassa di immatricolazione (con quindi il costo di due targhe di metallo ben più care di un adesivo) sarebbe costata "solo" 180 euro.
Doppiamente ridicolo.
Lo Stato mi ha frodato ancora. Perché condannare chi a sua volta riesce a frodarlo? L'evasione fiscale è legittimata in Italia dallo stesso governo. Che Paese da operetta!
Ora torno sul palco a recitare che lo spettacolo deve continuare...
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